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La scienza dell'empatia

  • Alessandra Busto
  • Dec 20, 2025
  • 4 min read

Updated: Jan 13

Perché il nostro cervello si sincronizza quando ci incontriamo.



Ti è mai capitato di parlare con qualcuno e sentire che state andando allo stesso ritmo? Le parole arrivano senza sforzo. I silenzi non mettono a disagio. I gesti, quasi senza accorgertene, si assomigliano. Come se, per un attimo, foste sintonizzati sulla stessa frequenza. Di solito lo chiamiamo “intesa”. O, più semplicemente, “sentirsi capiti”. Ma oggi sappiamo che non è solo una sensazione emotiva. E non è nemmeno solo poetica. Quando due persone si incontrano davvero, si ascoltano, condividono attenzione, si muovono insieme nello stesso spazio, qualcosa accade anche a livello biologico. Nel cervello.

Negli ultimi anni le neuroscienze hanno iniziato a studiare un fenomeno che il teatro, curiosamente, conosce da sempre: durante un incontro autentico, le attività cerebrali delle persone coinvolte possono iniziare a sincronizzarsi.

Non è una metafora, è un fenomeno misurabile. Attraverso strumenti come l’elettroencefalogramma (EEG) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI), numerosi studi hanno osservato che quando due persone collaborano a un compito, si guardano negli occhi, si muovono insieme o creano qualcosa in comune, le loro attività neurali iniziano a oscillare in modo coordinato.

Questo fenomeno è chiamato inter-brain-synchrony, ovvero sincronizzazione tra cervelli (Shiraishi & Shimada, 2021). In altre parole: quando l’incontro è reale, il cervello lo sa. E risponde.


Cosa succede esattamente nel cervello?


Uno studio recente (Ciaramidaro et al., 2024) mostra che, durante azioni condivise, soprattutto quelle che richiedono ascolto, coordinazione e attenzione reciproca, si attivano simultaneamente due sistemi fondamentali. Da un lato, il sistema dei neuroni specchio, che ci permette di “sentire” nel corpo ciò che osserviamo nell’altro. Dall’altro, il sistema della mentalizzazione, che ci aiuta a comprendere intenzioni, stati mentali ed emozioni altrui. Mentre interagiamo, il corpo risuona e la mente interpreta, in un dialogo continuo.

Non sono processi separati: collaborano continuamente per permetterci di comprendere l’altro dall’interno.

E qui c’è la parte sorprendente: questi processi non restano confinati dentro un singolo cervello. Durante un’interazione reale, possono sincronizzarsi tra due persone diverse, creando una risonanza cerebrale misurabile (Ciaramidaro et al., 2024).

Questo fenomeno era già stato osservato nel 2021 da Masahiro Shiraishi e Sotaro Shimada: quando due persone si coordinano in un compito ritmico semplice, come battere la mani insieme, le loro attività cerebrali iniziano a sincronizzarsi. E questa sincronizzazione cerebrale non resta confinata ai dati di laboratorio. Si traduce nell’esperienza diretta di “stare agendo insieme”.

Non è solo emozione.

È fisiologia.

È neurologia.

È una connessione reale.

E nell’arte? Succede la stessa cosa?

Sì. E in modo ancora più evidente. Le ricerche mostrano che, durante esperienze artistiche vissute dal vivo (concerti, danza, improvvisazione…) chi è in scena e chi assiste tende a entrare in uno stato di sincronizzazione cerebrale.Non solo tra performer e pubblico, ma anche tra gli spettatori stessi.

Alcuni esempi:


• Durante un concerto dal vivo (Chabin et al., 2022) i membri del pubblico mostrano una maggiore sincronizzazione cerebrale nei momenti di piacere condiviso e di connessione reciproca. Non stanno semplicemente ascoltando la stessa musica: i loro cervelli stanno rispondendo insieme.

• Tra musicisti che improvvisano (Ramírez-Moreno et al., 2023) le onde cerebrali si allineano mentre l’ascolto reciproco guida le scelte musicali. Non è solo competenza tecnica: è una forma di dialogo incarnato.

• Nella danza (Rai et al., 2025) quando i danzatori si muovono all’unisono, anche il cervello del pubblico entra in risonanza. Guardare diventa una forma di partecipazione.


In tutte queste situazioni accade qualcosa di simile: corpi diversi condividono ritmo, attenzione, intenzione. E il sistema nervoso risponde creando allineamento. A differenza di altri contesti, nel teatro la sincronizzazione non è un effetto secondario dell’esperienza: è il suo fondamento. Corpo, voce, attenzione e relazione vengono allenati insieme, creando le condizioni perché la risonanza tra persone possa emergere in modo naturale. Sul palco, e ancora prima, nel lavoro preparatorio, non conta “fare bene”. Conta esserci insieme. Quando un gruppo rallenta, respira nello stesso spazio, presta attenzione agli altri senza anticipare o controllare, sta creando esattamente le condizioni che la neuroscienza oggi descrive come facilitanti la sincronizzazione interpersonale. Non è magia. È pratica. Ed è per questo che il teatro, prima ancora di essere rappresentazione, può diventare un laboratorio di relazione. Un luogo sicuro in cui il corpo impara, di nuovo, cosa significa accordarsi all’altro. Non per convincere. Non per performare. Ma per ascoltare. Quando questo accade, l’empatia smette di essere un’idea astratta e diventa un’esperienza vissuta, condivisa, incarnata.


Questa connessione è accessibile ogni volta che scegliamo di rallentare, ascoltare e partecipare pienamente. Non come idea. Ma come esperienza.



Riferimenti scientifici
  • Ciaramidaro A, Toppi J, Vogel P, Freitag CM, Siniatchkin M, Astolfi L. Synergy of the mirror neuron system and the mentalizing system in a single brain and between brains during joint actions. Neuroimage. 2024 Oct 1;299:120783. doi: 10.1016/j.neuroimage.2024.120783. Epub 2024 Aug 24. PMID: 39187218.


  • Masahiro Shiraishi, Sotaro Shimada, Inter-brain synchronization during a cooperative task reflects the sense of joint agency, Neuropsychologia, Volume 154, 2021, 107770, ISSN 0028-3932, https://doi.org/10.1016/j.neuropsychologia.2021.107770.


  • Chabin T, Gabriel D, Comte A, Pazart L. Audience Interbrain Synchrony During Live Music Is Shaped by Both the Number of People Sharing Pleasure and the Strength of This Pleasure. Front Hum Neurosci. 2022 May 6;16:855778. doi: 10.3389/fnhum.2022.855778. PMID: 35601903; PMCID: PMC9121372.


  • Ramírez-Moreno MA, Cruz-Garza JG, Acharya A, Chatufale G, Witt W, Gelok D, Reza G, Contreras-Vidal JL. Brain-to-brain communication during musical improvisation: a performance case study. F1000Res. 2023 Nov 3;11:989. doi: 10.12688/f1000research.123515.4. PMID: 37809054; PMCID: PMC10558998.


  • Rai LA, Lee H, Becke E, Trenado C, Abad-Hernando S, Sperling M, Vidaurre D, Wald-Fuhrmann M, Richardson DC, Ward JA, Orgs G. Delta-band audience brain synchrony tracks engagement with live and recorded dance. iScience. 2025 Jul 7;28(7):112922. doi: 10.1016/j.isci.2025.112922. PMID: 40950718; PMCID: PMC12432844.

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